21 Maggio 2019

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Bientina

04-01-2012 - 83,10 KB - Documenti Generici
icona relativa a documento con estensione jpg Bientina

Un pò di storia
Le prime notizie storiche di Bientina risalgono al 793 d.c. quando Saximondo di Gumberto, dette a Giovanni, Vescovo di Lucca, una porzione di terreno nel Monastero di S. Andrea in luogo di Bientina. Un altro documento risalente al 1117 riporta la vendita del castello con la sua area di giurisdizione all'arcivescovo di Pisa da parte del marchese di Robodone. Nel 1138 la signoria della chiesa pisana sul castello venne confermata dall'imperatore Corrado II. Nel 1178 per evitare le frequenti liti tra gli abitanti della zona tra il Monte Pisano ed il lato ovest del lago di Sesto con i lucchesi, l'arcivescovo Ubaldo ordino agli abitanti di riunirsi nella zona ad est del ponte sul fosso Cilecchio; nel febbraio del 1179 i consoli di Bientina ed altri abitanti giurarono di obbedire al vescovo e di risiedere nel posto assegnato. Nel XIII secolo passò sotto il dominio pisano, poi nel 1285 passò sotto Lucca, nel 1402 entro a far parte dello stato fiorentino, e ne fece parte per tutta la durata del granducato, ad eccezione di una breve parentesi nel 1494 quando ci fu una rivolta alle truppe di Carlo VIII, dopopdichè alla fine del granducato di Toscana entro a far parte del Regno d'Italia.

Ex lago di Bientina

Il lago di Bientina o di Sesto, ancora nella prima metà dell'Ottocento, costituiva il lago più grande della Toscana. Non lontano dal Padule di Fucecchio e ubicato nella depressione fra la piana lucchese e il corso dell'Arno, era in parte sotto il controllo del Granducato di Toscana e in parte sotto quello di Lucca.

La discussione sulla regolamentazione della vasta zona umida vide coinvolti grandi scienziati come Benedetto Castelli, Giovanni Alfonso Borelli, Vincenzo Viviani, e, più tardi, Tommaso Perelli. Dal 1756 al 1763 Leonardo Ximenes realizzò un complesso sistema di canali. Uno di questi collegava il lago all'Arno, allo scopo di ottenere non tanto il prosciugamento della zona, quanto il ricambio costante delle acque per risolvere il problema dell'insalubrità dell'aria. In realtà non ottenne l'assetto idraulico sperato, ma le discussioni sul lago continuarono a ritmo serrato. Nel secolo XIX Lorenzo Nottolini propose un progetto, rimasto sulla carta, che prevedeva congiuntamente le bonifiche di Bientina e di Massaciuccoli. Nel 1852 il Granduca Leopoldo II di Lorena approvò il progetto di bonifica di Alessandro Manetti, con il quale fu realizzata la deviazione del Canale Imperiale sotto l'alveo dell'Arno grazie ad un condotto sotterraneo (Botte).

Nel novembre del 1995, nella zona dell'ex lago di Bientina, è stata istituita la prima Area Naturale Protetta d'Interesse Locale della Regione Toscana, significativa soprattutto per il suo bosco idrofilo di ontano nero.

Bientina Oggi

Bientina (C.A.P. 56031) dista 26,3 chilometri da Pisa, capoluogo della omonima provincia cui il comune appartiene.

Bientina conta 6.115 abitanti (Bientinesi) e ha una superficie di 29,24 chilometri quadrati per una densità abitativa di 209,13 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 10 metri sopra il livello del mare.

Il municipio è sito in Piazza Vittorio Emanuele III 53, tel. 0587 - 758411 fax. 0587 - 756746: l'indirizzo di posta elettronica è protocollo@comune.bientina.pi.it.

Cenni occupazionali: Risultano insistere sul territorio del comune 263 attività industriali con 1.921 addetti pari al 60,11% della forza lavoro occupata, 207 attività di servizio con 512 addetti pari al 16,02% della forza lavoro occupata, altre 179 attività di servizio con 541 addetti pari al 16,93% della forza lavoro occupata e 44 attività amministrative con 222 addetti pari al 6,95% della forza lavoro occupata.

Risultano occupati complessivamente 3.196 individui, pari al 52,26% del numero complessivo di abitanti del comune.

Bientina sorge nella pianura che si estende sulla destra del fiume Arno, alle pendici del Monte Pisano.

L'economia locale si basa prevalentemente sull'agricoltura e sull'attività di numerose industrie dedite alla produzione di mobili per la casa.

Il nome della località è da ricondurre al nome "Blintina" o "Blentina" che deriva dal nome proprio etrusco "Plitine".


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